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All'inizio, più di qualche anno addietro, i
radiocomandi erano costruiti esclusivamente con modulazione AM. Iniziarono
successivamente a comparire i primi apparati con modulazione
FM che venivano pubblicizzati come immuni alle interferenze.
Ma quale vantaggio reale può dare
un apparato FM rispetto un AM? Con il passare del tempo e con l'affermazione
degli apparati in FM si è capito che questi prodotti, pur essendo di ottima
qualità, non erano comunque immuni alle interferenze. In ogni caso la
modulazione di frequenza (FM) offre più di qualche vantaggio rispetto
all'AM. Il più macroscopico è rappresentato dal fatto che, contrariamene
all'AM, per coprire un eventuale disturbo è sufficiente aumentare la profondità di
modulazione senza dover aumentare la potenza in uscita del nostro TX. Con i
radiocomandi in AM infatti tanto più il trasmettitore è potente minori sono le possibilità di interferenze, fermo restando che il ricevitore
sia sufficientemente selettivo e,
al tempo stesso, sensibile. La potenza in uscita di un normale trasmettitore RC non può essere aumentata
oltre certi limiti. Sorgerebbero infatti problemi di consumo e di
surriscaldamento e si violerebbero le normative vigenti. E' facile quindi intuire quale
grande vantaggio sia poter coprire eventuali
segnali indesiderati semplicemente aumentando la modulazione. Attenzione però questo vantaggio viene in parte ridimensionato dalle limitazioni
imposte dalle normative A.M.A.
L'introduzione dei nuovi canali RC, avvenuta circa 10 anni
fa, ha costretto tutti i costruttori ad introdurre le ormai
popolari
riceventi a doppia conversione a banda stretta e
strettissima. Questo tipo di riceventi rappresentano una indiscutibile innovazione e la
loro notevole selettività costituisce un ulteriore vantaggio nell'eliminazione
di segnali indesiderati. Al tempo stesso però ridimensionano in parte il vantaggio
più macroscopico della modulazione FM ossia la possibilità di eliminare
eventuali disturbi aumentando la profondità di modulazione e quindi lo
slittamento di frequenza.
Infatti se si dispone di un ricevitore ultraselettivo con
banda passante strettissima (supponiamo 3 KHz) è inutile modulare con uno
slittamento di 10 KHz in quanto il ricevitore eliminerà "l'eccedenza"
di modulazione. In un ricevitore altamente selettivo un aumento di profondità
di modulazione nel TX
provocherebbe una distorsione del segnale sul ricevitore
creando più un danno che un vantaggio. E' opportuno
sottolineare l'esistenza di ottimi ricevitori AM a
doppia conversione che assicurano un'elevata selettività anche con complessi
radio AM. Questi ricevitori non sono molto diffusi in Europa ma, sino a
pochi anni addietro,erano piuttosto popolari negli USA.
E' comunque da rilevare che la maggioranza dei
costruttori preferisce la tecnica FM.
La tecnologia del circuito integrato si è infatti molto
sviluppata nel campo delle telecomunicazioni proprio per gli apparati FM
favorendo quindi la scelta del sistema FM. Non dimentichiamo infine che la potenza media
di un TX modulato in AM è inferiore, a parità di
potenza dichiarata, a quella di un TX FM. Il segnale in uscita in un
trasmettitore modulato in ampiezza si azzera in presenza di modulazione. In linea puramente
teorica dovrebbe essere possibile avvertire dei momenti di vuoto pilotando un
modello usando una radio AM. Altro vantaggio di un
ricevitore FM è la minore sensibilità al rumore meccanico in
genere.
L'innovazione più interessante degli ultimi 10 anni nel campo RC è sicuramente
rappresentata dal sistema PCM.
PCM significa Pulse Code Modulation parole inglesi che stanno
a significare Modulazione a Codice di Impulsi. Puntualizziamo subito che il
sistema PCM è un "caso particolare del FM". Infatti, almeno nei radiocomandi
dell'ultima generazione, un apparato PCM è sempre modulato
in frequenza pertanto i quarzi FM sono anche
PCM.
Che cos'è una Modulazione
a Codice di Impulsi? Codice di Impulsi significa che ad ogni posizione degli
sticks corrisponde un codice che determina la
posizione dei servomeccanismi. In altre parole il servo dell'elevatore non avrà
più un movimento lineare proporzionale alla
posizione dello stick ma avrà un movimento a scatti paragonabile, in prima
approssimazione
a quello dei cartoni animati. In termini più tecnici diremo che il movimento
del servo è suddiviso in un numero definito di scatti o passi (steps
nell'espressione inglese): per alcuni costruttori 512 per altri 1024. E' facile intuire che più elevato è il numero dei
passi e maggiore risulterà la risoluzione del movimento.Si noti comunque che ogni radio computerizzata, quindi a microprocessore,
sia essa PCM o PPM, presenterà sempre la
caratteristica di "pilotare" i servi a scatti.
Chiariamo una volta per tutte che PPM o FM stanno
ad indicare la medesima cosa: modulazione di frequenza.
Apparentemente il fatto di non avere più un movimento
lineare può sembrare un regresso sulla precisione ed efficacia dei movimenti;
in realtà considerando i giochi meccanici
esistenti l'imprecisione causata da un movimento a "step"
(passi) è assolutamente trascurabile. Analogamente alle prime
FM anche i primi sistemi PCM venivano pubblicizzati come
immuni ai disturbi grazie al dispositivo di FAIL SAFE
oppure HOLD (a scelta). Su questo argomento i
pareri sono quanto mai discordi e molta stampa autorevole sia americana che
europea ha espresso più di qualche dubbio sulla reale efficacia del sistema
FAIL SAFE. Cerchiamo di analizzare le molteplici sfaccettature. Molti sanno che
con il sistema FAIL SAFE è possibile impostare una posizione pre-programmata dei vari servi che andranno in quella posizione in caso di
interferenza.
Rimarranno in quella posizione per la durata del segnale
indesiderato oppure in alcuni casi per un tempo fisso programmabile. Sfruttando
questa caratteristica molti modellisti programmano
un leggero movimento a cabrare, una lieve virata da una parte e motore al
minimo. Questo tipo di programmazione può risultare ideale nel caso di un moto
aliante oppure aereo-scuola. Cosa succederebbe
nel caso di un acrobatico da gara o di un maximodello?
Supponete di essere in volo rovescio, la programmazione
descritta non andrebbe sicuramente bene e nella malaugurata evenienza di un
segnale indesiderato è facile ritrovarsi con
qualche pezzo in più e più piccolo a tutto vantaggio del trasporto in auto. In
una evenienza del genere qualcuno obbietta che è
preferibile una semplice FM sia pure computerizzata asserendo che senza la
funzione FAIL SAFE esiste anche se piccola la possibilità di intervenire con il
proprio TX.
Questa osservazione è del tutto sensata e plausibile che non
può non far riflettere sulla reale efficacia di una radio PCM. Tuttavia i
sistema PCM nel caso di un acrobatico probabilmente
offre qualche piccolo vantaggio se impiegato nella funzione HOLD. Infatti con
questa programmazione i servi rimangono, in caso
di interferenza, nell'ultima posizione
"pilotata" che nel caso di piccoli segnali indesiderati permette che
il modello non si muova (non balli) e, in pratica, che non si notino
interferenze di breve durata, ma se l'interferenza dura nel tempo ?...
Infine se si esamina un segnale PCM su un analizzatore di
spettro si nota subito che il
segnale presenta le caratteristiche di una modulazione di frequenza con una
profondità di modulazione molto limitata. Rifacendoci a quanto detto pocc'anzi
questo potrebbe costituire uno svantaggio.
Se sommiamo che, a causa della complessità,
un ricevitore PCM ha un costo maggiore di un normale FM è sicuramente difficile valutare se il sistema
PCM sia preferibile a un normale FM. C'è da aggiungere comunque che in un
MAXIMODELLO dotato di motore a benzina con candela a scintilla e
accensione elettronica l'uso di un apparato PCM è INDISPENSABILE.
In questo ultimo caso è necessario programmare il FAIL SAFE in modo che il
motore si spenga. Così facendo eventuali disturbi causati dall'accensione
elettronica o dalla candela verranno immediattamenti eliminati consentendo di
riprendere il controllo del modello. Stesso metodo è consigliabile applicarlo
anche ai motori a turbina.
Sfortunatamente per noi la radio immune ai disturbi o,
meglio, priva di guasti, non è stata inventata e nella malaugurata ipotesi di
essere perseguitati dalle interferenze temo che si tornerà sempre a casa con
qualche pezzo in più e del nuovo lavoro da svolgere. Un discorso a parte merita il termine
interferenza. E' mia
convinzione personale, pertanto solo un'opinione dettata dall'esperienza e non
provabile scientificamente, che solamente pochi casi di scassature sono riconducibili
a reali interferenze. Nella maggioranza dei casi sono problemi connessi a
malfunzionamenti, a cattive tarature, a batterie installate in modo non idoneo o non in
ordine e, spesso,
purtroppo, a quarzi che danno i numeri. Non dimentichiamo che il quarzo è un
dispositivo sensibilissimo alle vibrazioni come
del resto i vari filtri ceramici normalmente impiegati nei ricevitori a
banda stretta. Pertanto isolate la ricevente
dalle vibrazioni con abbondante gommapiuma. Appurato che la radio infallibile
ancora non esiste la scelta del prodotto dipende innanzitutto da quanto si vuol
spendere, dai gusti personali e dal tipo di uso che si intende farne.
Pertanto quando vi accingete all'acquisto di un nuovo
radiocomando non soffermatevi solo sul fatto che sia PPM o PCM o FM ma valutate
piuttosto se il costruttore è serio e soprattutto se è in grado di assicurarvi
una assistenza continua e competente. La differenza
tra una scelta tecnica ed un'altra in definitiva
non è così determinante. Non soffermatevi troppo sul prezzo, in linea di
principio le radio di un certo pregio hanno più o meno tutte lo stesso prezzo,
ricordatevi che, spesso, spendere di più inizialmente equivale a risparmiare poi.
Piantare un modello costa!
Per concludere voglio esortare tutti voi a non dimenticare che ogni apparato può
guastarsi in qualsiasi momento: evitiamo pertanto di creare situazioni a
rischio.
MARIO CUMAN
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